INTERFERENZE ALIENE, la situazione oggi
(di Alfredo Winter)
Il mestiere del ricercatore, che una volta era definito
"ufologo" col passare degli anni ha cambiato radicalmente
aspetto.Vediamo di fare una breve carrellata di quello
che era una volta, l'ufologo, e quello che è adesso, il ricercatore.
Anni settanta-ottanta, avvistamento di disco volante con relativo
atterraggio, un I.R.3, dall'acronimo Incontri Ravvicinati
3° tipo, ossia atterraggio ufo e discesa di occupanti.
L'ufologo di quel tempo cosa faceva? intervistava le persone
facendo un resoconto dell'accaduto e poi andava sulla
"scena del crimine" armato di contatore Geyger, macchina
fotografica e altro.Fotografie della zona,
eventuale raccolta di tracce con calchi
in gesso, se andava bene veniva messo su un mensile
abbastanza famoso in quel periodo, che tutt'ora esce
mensilmente, e tutto finiva li.Ma ultimamente da circa una
decina e più di anni a questa parte le indagini hanno preso
( non per tutti, ovvio) una piega diversa.
Non ci si interessa più al posto, alle foto della zona se non
relativamente, l'indagine viene portata avanti sul
soggetto che ha visto, che ha sentito.
E' lui il fulcro della vicenda e da qui si dipana la matassa
assai ingarbugliata della ricerca sulle interferenze aliene.
Si, interferenze aliene, e il soggetto che ha visto
è lui l'attore principale.
A lui viene sottoposta tutta una serie di domande relativo sia
al suo vissuto, sia ad altre cose apparentemente trascurabili,
non importanti. Il test che si compone di una cinquantina
di domande mira a mettere in risalto la sua effettiva provata
interferenza con gli alieni, ma non solo quello, ma anche
un test di grafologia e dei disegni con temi stabiliti.
Insomma, si cerca di scavare nell'inconscio del soggetto,
che ha visto e non si ricorda più di tanto, qualche breve visione,
flash di ricordi a volte paventati come sogni, fobie particolari
e segni sul corpo che non sà come si è procurato.
Il tutto condito con un colloquio a base di pnl
(Programmazione Neuro Linguistica), dove con delle
tecniche
particolari chiamate "tecnica delle ancore fisse e mobili",
si fà rivivere al soggetto, si fà riportare alla visione di fatti
apparentemente
scordati. La memoria a lungo termine non cancella
nessun ricordo, vanno solo riportati a galla e la pnl se
fatta con i dovuti criteri, esplica questa funzione.
Il soggetto parte da un pezzetto di ricordo e si ritrova in un
"sogno ad occhi aperti", dove vede realmente quello che
gli è successo.
Naturalmente ci sono sempre i visionari, gli psicotici,
gente che crede di aver visto e parlato con l'alieno
di turno per sopperire a determinate carenze a livello affettivo
e sociale, ma questi sono facilmente smascherabili.
Ma tutti i presunti addotti che ci contattano e ci chiedono
"mi dica che sono pazzo almeno la smetto di tormentarmi",
hanno in comune una marea di cose che spesso non
vengono dette in pubblico, hanno racconti sotto pnl o ipnosi
regressiva, del tutto similari tra loro anche se uno abita
a Bolzano, uno a Ravenna e l'altro a Reggio Calabria.
Una volta determinata l'effettiva interferenza aliena,
l'addotto prende le debite contromosse per far si che queste
interferenze che spesso passano dal padre/madre al figlio/a,
possano terminare...ma questo è un'altro film...
Alfredo Winter